lunedì 22 luglio 2013

Unicef ​​più di 125 milioni di ragazze e donne sottoposte a mutilazioni genitali


Da uno studio condotto dall’ Unicef ​​più di 125 milioni di ragazze e donne sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili (MGF) e più di 30 milioni sono a rischio nei prossimi decenni. Il Taglio (rituale) dei genitali femminili è praticato in alcuni paesi dell’Africa, del Medio Oriente e nelle comunità asiatiche nella convinzione di protegge la verginità di una donna. Le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili e i pericoli che ne derivano sono: gravi emorragie, problemi di minzione, infezioni, sterilità e aumento del rischio di mortalità neonatale durante il parto. Le ricerche condotte in 29 Paesi tra l’Africa e il Medio Oriente, dove si praticano le mutilazioni genitali femminili, rilevano che rispetto a 30 anni fa le bambine hanno meno probabilita’ di essere sottoposte a mutilazioni,e che il sostegno alla pratica e’ in declino, anche nei paesi dove e’ ancora largamente diffusa, come l’Egitto e il Sudan. Anche Somalia, Guinea, Gibuti ed Egitto registrano un alta prevalenza di mutilazioni con piu’ di 9 donne e bambine su 10 tra i 15-49 anni che le hanno subite. E non vi e’ stato alcun calo significativo in paesi come Ciad, Gambia, Mali, Senegal, Sudan o Yemen. - See more at: http://www.improntaunika.it/2013/07/mutilazioni-genitali-femminilisottoposte-piu-di-125-milioni-di-ragazze-e-donne/#sthash.GJVtGivw.dpuf

mercoledì 20 marzo 2013

Massacro Elefanti, 86 esemplari uccisi


Nella stagione secca, gli elefanti si muovono, seguendo le rotte migratorie, dalla Repubblica Centrafricana verso Ciad e Camerun. Secondo le stime di scienziati e ricercatori, trent’anni fa gli animali erano 150mila in tutta la regione, ma ora potrebbero essere circa duemila.
Secondo l’International Fund for Animal Welfare, gli elefanti sono stati uccisi nei pressi di Fianga, in una zona di confine fra Ciad e Camerun, molto vicina ai due parchi nazionali di Sene Oura (Ciad) e Bouba N’Djida (Cameroon), nei quali gli elefanti trascorrono la stagione secca prima delle piogge di aprile.
I bracconieri ciadiani e sudanesi si muovono a cavallo, armati di fucili automatici Kalashnikov (AK 47) e attrezzati con seghetti per rimuovere le preziose zanne di avorio. “I bracconieri hanno ucciso le femmine in gravidanza e i cuccioli. Anche se le condizioni fossero favorevoli – e oggi non lo sono – occorrerebbero più di 20 anni per recuperare la popolazione uccisa recentemente” ha detto Celine Sissler-Bienvenu dell’IFAW.
Secondo quanto riportato dall’Ong Sos Elephants, lo scorso anno centinaia di elefanti si erano mossi all’interno del Ciad per sfuggire alla caccia di frodo nel parco di Bouba N’Djida, dove nel solo mese di febbraio 2012 erano stati uccisi 650 elefanti. Anche le iniziative prese di recente dal presidente del Ciad, Idriss Deby Itno, hanno dato scarsi risultati. Le squadre governative anti-bracconaggio sono spesso poco attrezzate e ben dieci guardie sono state uccise fra il 2006 e il 2009 nel tentativo di proteggere gli elefanti da azioni di bracconaggio.
In quel triennio, nel pieno del conflitto del Darfur, i predoni a cavallo hanno ucciso circa tremila elefanti in tre anni, a una media di tre al giorno. Nonostante le recenti proibizioni – per esempio in Thailandia – il contrabbando dell’avorio continua a essere un mercato appetibile per i cacciatori di frodo. L’avorio cacciato nel centro dell’Africa arriva ai porti di Sudan e Nigeria e prende la rotta della Cina e qualche tempo fa alcuni cittadini cinesi sono stati trovati con avorio nelle valigie all’aeroporto di N’Djamena. Nessun procedimento giudiziario è stato avviato dalle autorità del Ciad.
Via I The Guardian

lunedì 28 gennaio 2013

luci nel sangue


Lo sai che esistono luci nel sangue? che ti fanno vedere quanto è bello quello che hai intorno, e se non lo sapevi, vuol dire che queste luci dentro te sono spente, hai paura di quello che puoi sentire, hai incertezza su quello che potrà essere, hai il terrore che tutto possa ripetersi e che la vita sia piena di ostacoli, messi li per farti cadere, pensi che tutto non abbia un senso e sai perfettamente che guardando fuori dalla finestra, tutto possa essere inutile…
Accendi queste luci e comincia a sorridere, chiudi gli occhi e pensa a quanto potrebbe essere facile per il tuo sangue, percorrere il tuo corpo buio e freddo, senza più sentire il peso della sua corsa, dentro te si nasconde la tua forza, dentro te, quelle luci percorrono la tua anima senza sosta, portandoti in alto, pensa solo che, quello che ti è successo doveva accadere, è già successo, non è detto che ora debba ritornare e farsi rivedere, perchè il tuo percorso è li, bianco, sei tu che lo devi riscrivere, e le luci possono aiutarti a disegnare quello che più desideri, la felicità è vedere i tuoi sogni realizzarsi, non tenere conto di chi ti ha distrutto, mangiato, tagliato, sono quadri che erano appesi, ma ora sono crollati, e non fanno più parte del tuo percorso.
(Ejay Ivan Lac)

Il corpo del dolore

State attenti all'apparire in voi di ogni segno di infelicità. in una qualunque forma: può trattarsi del risveglio del corpo di dolore. Può prendere la forma d'irritazione, impazienza, uno stato di anima oscuro, un desiderio di ferire, rabbia, furia, depressione, un bisogno di avere un pò di dramma nella vostra relazione e cosi via. Afferratelo nel momento in cui si risveglia del suo stato latente.

Il corpo di dolore vuole sopravvivere, proprio come qualunque entità esistente. E può sopravvivere solamente se inconsciamente vi identificate con lui. Può allora venir su,possedervi,,e vivere attraverso di voi. E si nutrirà di ogni esperienza che risuoni del suo proprio tipo di energia, qualunque cosa crei nuovo dolore sotto qualunque forma: rabbia,distruttività,odio,lutto, dramma emozionale, violenza e persino malattia. Cosi il corpo di dolore, quando vi ha posseduto, creerà nella vostra vita una situazione che riflette la sua propria frequenza energetica, perchè se ne possa nutrire. Il dolore può solo nutrirsi di dolore. Il dolore non può nutrirsi di gioia:la trova veramente indigesta!



Eckhart Tolle